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日志


12月2日

ma...

.... non esiste una formula per cancellare tutti i condizionamenti di una vita?
Che ne so... per esempio sbattere la testa al muro può funzionare per avere una bella "svuotata" di mente e ricominciare tutto da capo?
Ci sono volte che davvero vorrei che la libertà che sento dentro sia sempre... e invece a volte ci son blocchi, anzi... macigni che frenano qualsiasi
movimento!!!
Che stressssssss ....
 
 
11月25日

Qualcosa che non c'è

Tutto questo tempo a chiedermi
Cos'è che non mi lascia in pace
Tutti questi anni a chiedermi
Se vado veramente bene
Così
Come sono
Così

Così un giorno
Ho scritto sul quaderno
Io farò sognare il mondo con la musica
Non molto tempo
Dopo quando mi bastava
Fare un salto per
Raggiungere la felicità
E la verità è

Ho aspettato a lungo
Qualcosa che non c'è
Invece di guardare il sole sorgere

Questo è sempre stato un modo
Per fermare il tempo
E la velocità
I passi svelti della gente
La disattenzione
Le parole dette
Senza umiltà
Senza cuore così
Solo per far rumore

Ho aspettato a lungo
Qualcosa che non c'è
Invece di guardare
Il sole sorgere

E miracolosamente non
Ho smesso di sognare
E miracolosamente
Non riesco a non sperare
E se c'è un segreto
E' fare tutto come
Se vedessi solo il sole

Un segreto è fare tutto
Come se
Fare tutto
Come se
Vedessi solo il sole
Vedessi solo il sole
Vedessi solo il sole

E non
Qualcosa che non c'è

 
 
( Qualcosa che non c'è - Elisa )
 
 
 
7月22日

il tempo che passa....

 
Trascorriamo la vita sperando in un domani diverso che non verrà mai.
Accumuliano denaro e case nella speranza che un giorno queste ricchezze ci serviranno per vivere meglio,
lasciamo passare il tempo con la convinzione che tutto ciò diventi verità.
Ma la verità è nel nostro presente e non ci accorgiamo degli attimi che da soli
valgono un'intera esistenza per il loro significato.

 

~ da Il fiume della vita ~

 

4月25日

Le 10 P della saggezza...

 

Prima Pensa
 Poi Parla,
Perchè Parole Poco Pensate
Portano Pena

4月22日

l'amico vero

 
L'amico vero si può trovare dove meno si crede,
non si avvicina a te parlandoti di amicizia,
non lo vedrai mai arrivare nelle vesti di un amico ma in chi appare meno probabile,
 non lo vedrai da lontano.
Il vero amico non ti loda ma ti conduce senza troppe parole a vedere i tuoi errori e il tuo splendore,
 chiederà senza timore ciò che vuole e ti darà ciò che vuole.
L'amico ama se stesso,
ama la vita, e te, che ne fai parte.
L'amico vero non cerca amicizia,
 è semplicemente se stesso.
4月19日

libertà...

A ridere si rischia di apparire pazzi.
A piangere si rischia di apparire sentimentali.
A cercare gli altri si rischia di rimanere coinvolti.
A esprimere i propri sentimenti si rischia di essere respinti.
A esporre i propri sogni di fronte a tutti si rischia il ridicolo.
Ad amare si rischia di non essere corrisposti.
A continuare, pur con pronostici sfavorevoli, si rischia la sconfitta.

Ma bisogna saper correre dei rischi perché il rischio più grande nella vita è non rischiare nulla. Quelli che non rischiano nulla non fanno nulla, non hanno nulla, non sono nulla. E' possibile che evitino di soffrire, ma non possono imparare, sentire, cambiare, crescere od amare.
Solo chi rischia è libero.

anonimo

 

 

3月27日

quelli come noi...

Quelli come noi
si riconoscono a vicenda
dall'impronta che portano dentro,
quasi come un segno di riconoscimento,
forse lasciato dalle cicatrici del passato...
 
Quelli come noi
si fanno mille scrupoli
abili nell'auto-produrre dolore
coltivatori diretti di sofferenze
allevatori di anime
perche' hanno capito dalla vita che
ogni generosita' non e' dovuta
e ogni sorriso e' una conquista

Quelli come noi
sono capaci di lunghi periodi di esternazione
di esili punitivi,
ma anche di grandi slanci emotivi e passionali,
talmente travolgenti da risultare esagerati,
sgangherati, incomprensibili.

Quelli come noi
non riescono ad adattarsi a questo
mondo di cinici calcolatori
che riescono a programmare tutto:
le giornate, il sesso, i sentimenti...

Quelli come noi
vivono di precarieta' ed inquietudini,
di sogni e ideali...
ma per non morire
e scaldarsi il cuore
si affidano alle note di una canzone,
alle sensazione di un libro
ai versi di una poesia...

Quelli come noi
sono spiccatamente individualisti,

fragili,
spesso incapaci persino di chiedere aiuto,
costretti a inventare delle armature per difenderci.

Ma.... quelli come noi
non sono poi così male
hanno solo troppo cuore...
e a pensarci bene...
quel marchio di fabbrica,
chiamato SENSIBILITA'
è anche un marchio di garanzia
perchè di quelli come noi
almeno... ti puoi fidare.


( dal web)

 

 

 

 



 
 

 

 

 

 

 



3月26日

amicizia

 ...nella solitudine, nella malattia, nella confusione, la semplice conoscenza dell'amicizia rende possibile resistere, anche se l'amico non ha il potere di aiutarci. È sufficiente che esista. L'amicizia non è diminuita dalla distanza o dal tempo, dalla prigionia o dalla guerra, dalla sofferenza o dal silenzio. È in queste cose che essa mette più profonde radici. È da queste cose che essa fiorisce....

Pam Brown

3月25日

un senso di te ...

.....un passo dal possibile...
A un passo da te.

Paura di decidere
Paura di me

Di tutto quello che non so
Di tutto quello che non ho

Eppure sentire
Nei fiori tra l'asfalto
Nei cieli di cobalto… c'è

Eppure sentire
Nei sogni in fondo a un pianto
Nei giorni di silenzio… c'è

un senso di te

C'è un senso di te …

(Elisa)

 

 


3月24日

si prendono tanto in giro i neuroni!

Quello di cui dovete rendervi conto è che gli elementi negativi che condizionano la vostra esistenza sono puramente soggettivi e che è arrivato il momento di sbarazzarsene in cambio di un’esistenza felice.
Riportate su carta tutte le convinzioni limitanti e guardate quanti paletti vi siete e vi hanno messo.
Quando la gente emette giudizi di valore negativi su di voi (sei un buono a nulla, sei un fallito ecc.) immaginate queste frasi scritte su una lavagna e cancellatele mentre mentalmente vi dite: elimina, elimina, elimina. E questo stesso procedimento va applicato anche quando siete voi stessi ad asserire simili frasi.
Uno dei meccanismi su cui si basa la creazione di schemi mentali statici si basa sulla ripetizione: più volte vi ripetete (o vi ripetono) una frase, più questa si fa spazio nella vostra mente.
Quando pensate a qualcosa, le cellule del vostro cervello (i neuroni) si scambiano informazioni disponendosi in una particolare configurazione. Quando smettete di pensarci, lo schema neurale si scioglie. Però, se ogni giorno pensate alla stessa cosa costringendo le cellule a formare sempre la stessa configurazione, alla fine di creano dei ponti fissi e lo schema non si scioglie più.
Ecco come si creano i comportamenti automatici o anche le convinzioni. Per farvi un esempio concreto pensate alla prima volta che avete indossato una cintura di sicurezza: avevate la tendenza a dimenticarvene: i neuroni si configuravano momentaneamente per poi sciogliere la formazione in mancanza del pensiero. In seguito, dopo numerose volte che lo avete fatto, è diventato un meccanismo automatico: si è creato uno schema di pensiero statico.
Oppure pensate a quante cose fate quando guidate l’auto: schiacciate la frizione, cambiate marcia, accelerate, parlate con un vostro amico, seguite la strada giusta…e tutto questo senza pensarci. La prima volta che siete saliti in auto tutto questo era difficile. Ora ci riuscite perché avete creato delle configurazioni statiche che rendono automatici i comportamenti.

Cominciate a rendervi conto di quanto sia importante prestare attenzione a quello che pensate?

I ricercatori hanno appurato che il numero di volte che occorre per rendere fisso uno schema è ventuno.
Ad esempio, se ogni giorno per tre settimane, vi alzate alle sei di mattina e andate a fare footing, creerete una compulsione a fare quel tipo di azione. I primi giorni sarete svogliati ma se avrete forza di volontà per tre settimane, renderete automatico il comportamento.

Questo meccanismo si estende anche ai filmini mentali che appena svegli formuliamo in merito all’andamento della giornata.
Se creeremo nella nostra mente delle immagini negative (il capo che ci sgrida, il partner che ci critica) in maniera costante e ripetitiva, non dovremo meravigliarci se realizzeremo quel tipo di realtà. Inoltre, appena svegli, siamo in una fase estremamente ricettiva in cui la nostra mente è facilmente suggestionabile (stato alfa).
Quando vi rendete conto che è in atto un simile meccanismo, bloccate i film mentali e proiettate altri positivi e diametralmente opposti in modo da creare schemi di pensiero positivi.

 

3月17日

Bellissima!!!

Nell'antica Grecia, Socrate era stimato per la sua saggezza.

Un giorno, un conoscente lo avvicinò e gli disse: "Sai cosa ho sentito a proposito di quel tuo amico?"

"Aspetta un attimo" - lo interruppe Socrate - "Prima di dirmelo, vorrei ti sottoponessi ad un piccolo test che ho chiamato il test del triplo filtro."

"Triplo filtro?"

"Proprio così" - continuò Socrate - "Prima che tu mi parli del mio amico, potrebbe essere una buona idea filtrare quello che andrai a dire. Perciò lo chiamo il test del triplo filtro. Il primo filtro è la verità. Sei assolutamente sicuro che quello che stai per dirmi è vero?"

"No" - disse l'uomo - "Veramente ne ho solo sentito parlare e..."

"Bene" - disse Socrate - "perciò non sai se è proprio la verità o no.

Ora passiamo al secondo filtro, il filtro della virtù. E' qualcosa di buono che stai per dirmi a riguardo del mio amico?"

"No al contrario..."

"Bene" - continuò Socrate - "vuoi dirmi qualcosa di negativo su di lui, ma non sai se è proprio vero. Devi comunque sottoporti all'ultimo test, quello dell'utilità. Quello che stai per dirmi a proposito del mio amico potrebbe essermi utile?"

"Beh, non realmente..."

"Ora" - concluse Socrate - "se vuoi dirmi qualcosa che non è vero, né buono e neppure utile perchè farlo?"

 

 

lo diceva Eisten

 

Un essere umano è una parte di un tutto che chiamiamo universo.

Una parte limitata nello spazio e nel tempo.

Egli percepisce se stesso, i propri pensieri e sentimenti come un qualcosa di separato dal resto, una sorta di illusione ottica della propria coscienza.

Questa illusione è una specie di prigione per noi, perché ci rinchiude nei nostri pensieri personali e nell'affetto per le poche persone che ci sono vicine.

Il nostro compito deve essere quello di liberarci da questa prigione allargando il raggio della nostra compassione fino ad abbracciare tutte le creature viventi e l'intera natura in tutta la sua bellezza.

 

Albert Einstein

 

 

12月16日

gli ostacoli del cuore...

 
Mi piace ascoltare le parole delle canzoni... a volte sanno dire così tanto, con così poche parole...
 
questo ne è un esempio lampante!
 
 
 
 

» Gli Ostacoli del Cuore «

(Elisa feat. Ligabue)

C'è... un principio di magia
fra gli ostacoli del cuore
mi si attacca volentieri
fra una sera che non muore
e una notte da scartare
come un pacco di Natale.

C'è... un principio di ironia
da tenere coccolati
i pensieri più segreti
ritrovarli già svelati
e a parlare ero io
sono io che li ho prestati...

Quante cose che non sai di me
quante cose che non puoi sapere
quante cose da portare nel viaggio insieme...

C'è... un principio di allegria
fra gli ostacoli del cuore
che mi voglio meritare
anche mentre guardo il mare
mentre lascio naufragare
un ridicolo pensiero.

Quante cose che non sai di me
quante cose che non puoi sapere
quante cose da portare nel viaggio insieme...
Quante cose che non sai di me
quante cose devi meritare
quante cose da buttare nel viaggio insieme...

C'è... un principio di energia
che mi spinge a dondolare
fra il mio dire ed il mio fare
e sentire che fa rumore
fa rumore camminare
fra gli ostacoli del cuore.

Quante cose che non sai di me
quante cose che non puoi sapere
quante cose da portare nel viaggio insieme...
Quante cose che non sai di me
quante cose che non vuoi sapere
quante cose da buttare nel viaggio insieme...

 
 

volare

 

 

... Le persone pensano davvero troppo...
per ogni minimo dettaglio è una crisi... un sacco di perchè, un sacco di dubbi.. un sacco di domande che non troveranno risposta fintanto che cercheranno di trovarne una!

Vivere... semplicemente vivere quello che ci capita, annusarlo, sentirlo... godersi quel momento, quella cosa che si ha senza necessariamente cercare un motivo: perhcè capita? perchè nn capita? perchè a me? perchè così? perchè cosà???

Accidenti, ma ... in questo modo è non vivere!

 

Sono davvero stanca di pensare e farmi mille seghine... e da quando vivo così ho ritrovato una grande serenità interiore...
Vivo quello che ho, quello che sento... semplicemente perchè le cose sono così e non ho voglia di cercare soluzioni che nn mi servono... prima o poi tutto si incasella nella vita e continuare a sbattere la testa al muro prima di conoscere il responso beh... credo serva a ben poco!
E' così semplice la vita...così incasina, così complicata, così cattiva forse…. ma così semplice!
Forse perchè la vita prosegue anche senza di noi... siamo noi, in fondo, a decidere in che modo vivercela...
Da un po' cerco di vivere esattamente l'attimo che ho e quando mi sfiora il pensiero del dopo mi dico: quando questo dopo arriverà ci penserò e lo risolverò nel momento in cui mi si presenta... per ora, son qui e risolvo o mi godo questo momento....Parlo di lavoro, di amicizia, di rapporti, di famiglia... di vita... di tutto!

 

Liberare la mente... è volare...

11月3日

pensieri a caldo...

 

...Passi una vita a cercare di essere una persona forte, sicura e determinata... ti metti una maschera e fingi di essere fuori da tutto e da tutti, che i mali ti scalfiscono appena, ma sei forte e ne esci a testa alta... sempre e comunque!
Cancelli dentro di te i mille dolori e le mille delusioni che ricevi perchè se ci pensi fa male e tu il male non lo vuoi! Hai sofferto abbastanza da piccola, hai visto cose che non ti piacevano e ora vuoi essere una donna "diversa"...

Cerchi alibi, cerchi scusanti per te stessa e per gli altri: la vita è così, la vita è una, a che pro perdersi in rimorsi, rimpianti... a che pro vivere di dolori e nei dolori? -
E così sorridi anche quando non ne hai voglia, e metti in un angolo tutte quelle emozioni negative.... Ma non di cancellano loro. No! Se ne stanno li, in un angolino pronte a saltar fuori quando meno te lo aspetti!

Fatichi un sacco e alla fine questa maschera che indossi si modella così bene su di te che sei te! All'improvviso non ti riconosci più nemmeno tu e ti convinci di essere davvero quella persona sempre forte, che non sbaglia e che è così sicura e onesta da saper ammettere i suoi errori... e pensa, si convince di star bene...Le va bene tutto, accetta e capisce tutto e tutti... 

 

Ma non è così!

Arriva il giorno in cui prendi quella decisione, la decision che ti cambierà la vita... e... poco per volta cambi di nuovo anche tu.

 

In questi ultimi anni è stata una lotta interna continua per capire cosa fare di un rapporto ormai spento...Arrivata quella forza, ho voltato pagina, ed ecco arrivare un inizio di tranquillità, un sentirsi serena e libera ...quasi fuori dal normale... Ma era un limbo apparente...

Due anni son passati, due anni di continua evoluzione, di pianti, gioie, vittorie e sconfitte...

La maschera sta andando a pezzi... e per la prima volta dopo non so nemmeno io quanti anni, vedo me stessa che si affaccia alla vita. Vedo una Raffaella capace di piangere e mostrare il suo lato debole, quello che non voleva mostrare mai a nessuno, compresa se stessa!

Ma cosa c'è di male a dire: sto male?

Cosa c'è di male ad ammettere di avere debolezze?
Cosa c'è di male a dire: mi hai fatto male?

Esprimerle è l'unico modo per liberarsi davvero... e credo unico modo per essere quello che si è senza trucco, senza inganno... felice, triste, arrabbiata, delusa, incasinata, confusa... tutto e niente!

Difficile essere se stessi... pare che la società voglia solo questo e allo stesso tempo ti costringa a non esserlo...ma sono stanca... e forse scrivere qui, per una volta, di me... è un modo come un altro per liberarmi e saper dire: sono piena di debolezze! :-)

 

Pensieri a caldo, si.... e temo anche molto incasinati! :-P

 

 

 

 

 

 

10月15日

la corazza...

 
 

… L’infanzia e la vecchiaia si assomigliano.
In entrambi i casi, per motivi diversi, si è piuttosto inermi, non si è ancora – o non si è più – partecipi della
vita attiva e questo permette di vivere con una sensibilità senza schemi, aperta.

E’ durante l’adolescenza che comincia a formarsi intorno al nostro corpo un’invisibile corazza.
Si forma durante l’adolescenza e continua a ispessirsi per tutta l’età adulta.

Il processo della sua crescita somiglia un po’ a quello delle perle, più grande e profonda è la ferita,
più è forte la corazza che si sviluppa intorno a noi. Poi però con il passare del tempo,  come un vestito
portato troppo a lungo, nei punti di maggiore uso inizia a logorarsi, fa vedere la trama, ad un tratto per
un movimento brusco si strappa.

In principio non ti accorgi di niente, sei convinta che la corazza ti avvolga ancora interamente finché un giorno, all’improvviso, davanti a una cosa stupida senza sapere perché ti ritrovi a piangere come un bambino…

 

 

 

Tratto dal libro di S. Tamaro "Va dove ti porta il cuore"

 

Inutile dire che mi ha colpito e non ho neppure molto da aggiungere se non che in questo periodo deve essersi strappata gran parte della mia corazza!

 

8月20日

tratto da: lo Zahir di Coelho

 
   ...Bisogna sempre sapere quando una fase giunge alla fine. Concludere un ciclo, chiudere un uscio, terminare un capitolo: non importa come lo si definisca, ciò che conta è lasciare nel passato quei momenti di vita che sono finiti....
 
...ogni uomo e ogni donna sono in connessione con l'energia che molti chiamano "amore", ma che in realtà è la materia prima con cui è stato creato l'universo. Questa energia non può essere manipolata - è essa che ci guida dolcemente, è in essa che ci concentra tutto il nostro apprendistato per la vita. Se tentiamo di indirizzarla verso obiettivi scelti da noi, finiamo in balia della disperazione, della frustrazione, dell'illusione - perchè essa è libera e selvaggia.
   Ci potrà accadere di passare il resto della vita dicendo che amiamo una certa persona o una certa cosa, mentre in realtà staremo solo soffrendo perchè, invece di accettare la sua forza, tentiamo di smorzarla per farla rientrare nel mondo in cui immaginiamo di vivere...
 
 
7月22日

amore tra gli alberi

 

….

 

   ...Palme, fichi, peri selvatici, alberi di mogano, sempreverdi, alberi e ancora alberi tappezzavano il suolo dell’ Africa più o meno otto milioni di anni fa. In queste foreste vivevano gli ultimi tra i nostri progenitori.

   Gli antropologi hanno poche testimonianze della loro vita quotidiana, ma probabilmente vivevano come gli attuali scimpanzè, con i quali condividiamo il 98 per cento del nostro DNA. Gli scimpanzè e i loro parenti, i bonobo, vivono ancora in ciò che rimane del primitivo ambiente africano, e mostrano molti tratti caratteristici che probabilmente ricorrevano anche nei nostri comuni progenitori.

   Al pari degli attuali scimpanzè, gli antenati degli uomini vivevano in comunità, che spesso consistevano in ottanta, cento individui, tra maschi e femmine. Dormivano in alto tra gli alberi, si svegliavano dopo l’alba e scendevano a terra per percorrere sentieri già battuti del loro territorio. I vari membri devono essersi incontrati prima in piccoli gruppi, e hanno mangiato insieme e socializzato. Sapevano distinguere tra i familiari, gli amici e i nemici, e chiacchieravano tra loro con almeno cinquanta diversi tipi di latrati e schiamazzi, oltre a una trentina di gesti.

    Come gli scimpanzè attuali, adoperavano pietre per schiacciare le noci, stuzzicadenti fatti con piccoli stecchi e tovaglioli di erba compressa; lanciavano sassi e rami per affermare il proprio dominio, davano la caccia alle scimmie, dividevano la carne e facevano la guerra agli scimpanzè vicini per occupare il loro territorio. Alcuni erano dei burloni, altri dei leader; altri coraggiosi, scaltri, curiosi o bellicosi. Molti si facevano degli amici e dei nemici, donavano dei rametti, difendevano i compagni a colpi di sputi e restavano al capezzale dei parenti moribondi.

   Facevano anche l’amore. Gli scimpanzè sono tra gli animali più attivi da un punto di vista sessuale. Baciano, a volte anche con la lingua, passeggiano sottobraccio, si abbracciano, si accarezzano, si spulciano a vicenda, si fanno inchini e spesso si accoppiano per gran parte, se non per tutta, la durata del calore mensile della femmina. A differenza degli esseri umani, però, vivevano quasi certamente in promiscuità, come del resto fanno ancora oggi.

   Al culmine del periodo di calore, qualche femmina si sarà certamente allontanata con un amico maschio, appartandosi dal resto della comunità per accoppiarsi con lui in privato. Questo legame, però, era temporaneo, e non durava più di alcuni giorni o settimane.

   Non si innamoravano nemmeno. Senza dubbio i nostri progenitori avevano dei partner “favoriti”, come tutte le altre creature, ma non mostravano alcun accenno di attenzione focalizzata su un singolo partner, che è caratteristica della passione romantica tra gli uomini. E probabilmente non formarono mai una vera unione con lo scopo di allevare i cuccioli; una madre non aveva bisogno di un compagno per proteggere se stessa e il figlio. Le madri allevavano i figli da sole, come gli scimpanzè.

   Tuttavia, a un certo punto, alcuni dei nostri progenitori, che vivevano nella foresta, devono aver provato un’ attrazione più forte per un loro simile, un’affinità che poi si è sviluppata in amore romantico. Quando, dove e perché l’umanità abbia cominciato ad amare nessuno lo sa. Ma io credo che questo viaggio sia iniziato subito dopo la discesa dei nostri antenati dagli alberi dell’ Africa orientale per costruire un nuovo mondo sulla terra piena di pericoli….

 

 

Tratto dal libro: perché amiamo di H. Fisher

 

 

 

 

 

 

7月21日

qualcuno sa descriverlo meglio di me...

Ho appena terminato di leggere il primo libro di Fabio Volo: “Esco a fare due passi “… e devo dire che in alcune cose mi ci sono rispecchiata  benissimo…

Per esempio in questi tratti…mi son sentita io, e mi piace riportarli qui…

 

 

… Ho deciso di scriverti perché è un periodo strano, di confusione silenziosa. Mi sento come anestetizzato dalla vita,sento che deve succedere qualcosa, ma non so cosa. O forse è solo il mio desiderio di cambiamento che me lo fa pensare.
Ma qualcosa mi manca. Ti ricordi? E’ sempre stato così, lo sento da come respiro la vita.
Sento che mi manca come se mi fosse già appartenuta e qualcuno me l’avesse portata via.
Ma non so esattamente cos’è.

C’è chi cerca l’altra metà della mela, io sto cercando ancora la mia mezza. Sono uno spicchio di me stesso….

 

…Ho sempre voluto fare ciò che volevo nella vita, sono sempre stato pronto a rimettere tutto in gioco, spinto dalla solita irrequietezza, voglia di cambiare, di scappare, di iniziare. Del resto, ho sempre dato il massimo di me negli incominci. Quando inizio una cosa sono sempre bravo, poi mi perdo, piano piano mi spengo, sono come un libro che ha un’introduzione della madonna, ma già al secondo capitolo si ridimensiona tutto, e lo butteresti nel cesso. Come quando mi viene il trip di mettere in ordine la stanza e tiro fuori tutto dai cassetti e dagli armadi e poi mi stufo e non ho più voglia di mettere a posto e mi trovo in mezzo a un casino peggio di prima.

Negli investimenti a lungo termine sono decisamente la persona meno adatta. Lo si capisce anche dal fatto che nella mia vita non ho mai comprato un salvadanaio senza il buco sotto. Quelli dove c’è solo il taglietto sopra, mai. I miei sotto hanno sempre avuto il tappo, infatti un sacco di volte sono andato a sfilare i villini, o semplicemente a contare quanti soldi c’erano.

Nella pagina delle cose certe che voglio nella mia vita ci sono scritte poche righe, fra l’altro qualcuna anche a matita, mentre in quella delle cose che non voglio c’è più roba, c’è più sicurezza, più determinazione. Tutto questo per dirti che anche in questo momento, come ho scritto prima, non so esattamente cosa voglio – come sempre, anche in questo momento so solo ciò che non voglio. E non ti sto parlando di lavoro, non ti sto parlando di professione, Parlo di ruoli: non so in che ruolo sto giocando questa partita e non so che ruolo giocare. Sinceramente non ho nemmeno capito che gioco è.

Devo essere più responsabile o va bene così?

Ci sono dei giorni in questi ultimi anni che mi sento assalire da una sensazione di irrequietezza, In quei giorni non ho voglia di uscire e nemmeno di rimanere in casa. Vorrei strapparmi la pelle di dosso. Anche il mio corpo diventa una gabbia….

 

…Non voglio essere ricco, voglio essere libero.

Una parte di me per esserlo deve avere dei soldi, per poter vivere, ma c’è un’altra che per esserlo ha bisogno di tutt’altro.

Dentro di me esiste un omino che lavora part-time, un omino che quando si sveglia deve fare, scrivere, disegnare, fare rumore; insomma deve farsi sentire, e se durante la sua apparente assenza si sono fatte cose che non approva, lui distrugge tutto. Io convivo con questo piccoletto ormai da anni, e se è vero che ogni uomo ha un prezzo, ti assicuro che lui non ce l’ha e se non lo faccio esprimere divento pazzo e vado in overdose di energia psichica.

Per questo non voglio semplicemente diventare ricco, perché devo essere prima di tutto libero, altrimenti impazzisco e dei soldi non me ne faccio niente.

Questo è un concetto che il mio direttore non capisce e non capirà mai, nemmeno se gli faccio un disegno, nemmeno se gli parlo in stampatello.

Questo è un grande compromesso: avere a che fare ogni giorno con persone che parlano un’altra lingua. Io non chiedo niente a loro se non di poter essere me stesso, eppure, per poterlo essere, ho bisogno di giustificarmi.

Non ho ancora trovato il dizionario per tradurre il mio linguaggio con il loro: quando devo parlare a questo tipo di persone mi mancano i vocaboli, spesso i miei sinonimi sono i loro contrari….

7月14日

la vita

"Ogni essere umano, nel corso della propria esistenza, può adottare due atteggiamenti: costruire o piantare.
I costruttori possono passare anni impegnati nel loro compito, ma presto o tardi concludono quello che stavano facendo. Allora si fermano, e restano lì, limitati dalle loro stesse pareti.
Quando la costruzione è finita, la vita perde di significato.
Quelli che piantano soffrono con le tempeste e le stagioni, raramente riposano. Ma, al contrario di un edificio, il giardino non cessa mai di crescere. Esso richiede l'attenzione del giardiniere, ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere come in una grande avventura."

 

Paulo Coelho